Trani, l’inchiesta impossibile

Erano imputati manager e analisti delle agenzie di rating: «Nel 2012 non fu manipolato il mercato» Standard & Poor’s e Fitch: contro di noi anni di illazioni fantasiose. Brunetta (FI): ma non finisce qui.

Trani è una meravigliosa città, con una cattedrale stupenda. Ma da ieri non sembra essere la sede più adatta per mettere sotto processo il capitalismo mondiale, la finanza intercontinentale, l’economia globale.

Tutti assolti. Ha «sorpreso» anche le difese la sentenza del Tribunale di Trani che ha prosciolto dall’accusa di manipolazione del mercato cinque tra analisti e manager di Standard & Poor’s e la stessa società. Più l’ex capo del rating sovrano della sede londinese di Fitch. Respinte tutte le richieste del pm Michele Ruggiero, che ha atteso il verdetto indossando una cravatta tricolore. Allusione implicita al tema del processo: è reato manipolare il mercato dei titoli di Stato declassando artatamente il rating di uno Stato sovrano?

La risposta è arrivata al termine di un anno e mezzo di dibattimento, in cui sono sfilati in aula dagli ex premier Romano Prodi e Mario Monti, ai ministri dell’Economia Giancarlo Padoan e l’ex Giulio Tremonti, al presidente Consob, Giuseppe Vegas, acquisendo anche le dichiarazioni di Mario Draghi, all’epoca presidente Bankitalia. Ma bisognerà aspettare le motivazioni per comprenderne i contorni. Perché quattro dei cinque imputati di S&P (l’ex responsabile Emea, Yann Le Pallec, e gli analisti Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer), accusati di manipolazione del mercato per il declassamento del 13 gennaio 2012, sono stati assolti «perché il fatto non costituisce reato». Mentre l’ex presidente dell’agenzia, Deven Sharma, «perché il fatto non sussiste». Insussistente anche il reato amministrativo per S&P. Assolto «perché il fatto non sussiste» anche David Michael Willmoth Riley, ex capo del rating sovrano di Fitch Londra dall’avere rilanciato «indebiti annunci di imminente declassamento» a mercati aperti provocando l’alterazione degli strumenti finanziari.

Il pm Ruggiero valuterà, dopo le motivazioni, in arrivo entro 90 giorni, se fare appello: «Abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo — dice —. Forse c’è un po’ di amarezza , ma l’assoluta convinzione che tutto quello che si poteva fare, dire, sostenere, l’abbiamo fatto, detto e sostenuto con grande orgoglio. La scelta Il pubblico ministero del Tribunale di Trani Michele Ruggiero ieri ha indossato una cravatta tricolore in occasione della sentenza del processo che ha prosciolto cinque tra analisti e manager di Standard & Poor’s e di Fitch È stata una battaglia per la trasparenza».

«È la conferma inequivocabile di come in tutti questi anni la società sia stata oggetto di illazioni fantasiose. Finalmente è stata resa giustizia alla società e a ognuna delle persone che quotidianamente lavorano con onestà e competenza professionale», commenta S&P. «Grande soddisfazione» anche dai difensori di Fitch per il riconoscimento dell’«assoluta infondatezza dell’addebito per Riley». E l’avvocato ScassellatiSforzolini, dello studio Cleary Gottlieb, che supporta tecnicamente S&P, rimarca: «In questa vicenda, l’ESMA, non ha riscontrato infrazioni, e ha ricordato che il merito dei rating non è sindacabile». Mentre Renato Brunetta (FI) twitta: «Amarezza, ma non è finita qui».

Pierluigi Battista, Corriere della Sera, 31 marzo 2017 

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