fino a prova contraria

Non è mai troppo tardi per scoprirsi garantisti

Non è mai troppo tardi per scoprirsi garantisti. Nogarin prima, Pizzarotti poi. Amministrare è mestiere complicato. Così il M5S sembra rivalutare un principio che noi di Fino a prova contraria difendiamo con le unghie e con i denti. Per l’articolo 27 della Costituzione ognuno è innocente fino a sentenza definitiva. Perciò le condanne vanno scontate, e per intero, dopo la sentenza, non prima. L’avviso di garanzia è un istituto posto a tutela dell’indagato: non deve trasformarsi in una condanna preventiva. In deroga al metodo Davigo (“la presunzione d’innocenza non c’entra nulla coi rapporti politici”) e al metodo Di Maio (“non sono a favore della presunzione d’innocenza per i politici. Se uno è indagato deve lasciare”), sempre validi e tuttora in vigore per gli avversari, al momento per Nogarin, il direttorio, Beppe Grillo e la Casaleggio Associati hanno deciso di fare un’eccezione: niente dimissioni, bisogna valutare gli atti.

‘Governando ci si sporca le mani’, hanno detto Pizzarotti e Nogarin. E noi siamo d’accordo. Per questo bisognerebbe lasciare che i magistrati facciano il loro mestiere e vadano a sentenza, senza assumere iniziative preventive e paragiudiziarie. I politici facciano politica, amministrino la cosa pubblica, approvino le leggi. La giustizia deve fare il suo corso. Certo, se i tempi fossero ragionevoli e non assurdamente dilatati come nel nostro Paese, sarebbe un bene per tutti. Intanto evviva la regola del ‘fino a prova contraria’. Noi lo abbiamo scelto come nostro vessillo. E vale per tutti, per gli antipatici e per i simpatici.

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