Phillips: “L’Italia uscirà dalla crisi solo facendo le riforme”

L’ambasciatore americano: “Garantire una giustizia più veloce e sicura e una maggiore stabilità dei governi. Ridurre drasticamente la burocrazia”

ROMA – “Lo rifarei ancora? Il mio intervento a favore delle riforme? Certo, parlerei ancora delle riforme di cui l’Italia ha bisogno, e lo faccio anche oggi. Con il referendum l’Italia non ha perso l’ultimo treno, ma queste riforme alla fine deve farle. Garantire una giustizia più veloce e sicura e una maggiore stabilità dei governi. Ridurre drasticamente la burocrazia”.

È l’ultima intervista a John Phillips, l’ambasciatore di Barack Obama a Roma. Fra poche ore lascerà l’Italia, pronto a ritornarvi da semplice cittadino, per dedicarsi a Borgo Finocchietto, il gruppo di casali che ha ristrutturato in Toscana: “Voglio farlo diventare un piccolo Aspen Institute, un centro in cui discutere per l’Italia di riforme della politica”.

Ambasciatore, il suo endorsement per il Sì al referendum provocò molte critiche. Fu giusto quell’intervento?
“Non fu un endorsement, un invito al voto. Fu una discussione aperta su uno dei temi di un mondo globalizzato e connesso come quello in cui viviamo. Se il Regno Unito decide la Brexit, chi nel mondo discute e valuta le conseguenze di quella scelta lo fa perché ci sono effetti al di là dei confini britannici. Così per l’Italia. Comunque, posso dire una cosa? La necessità di riforme rimane, e io fuori da questa ambasciata continuerò a lavorare perché questo paese incredibile possa rafforzare il suo successo”.

Ma perché ha sentito il bisogno di quell’intervento nella politica italiana? Non avete considerato che poteva risultare un intervento troppo filo- Renzi?
“L’Italia è un nostro alleato. Il mio appoggio al percorso politico del presidente Renzi, come prima del presidente Letta, era la scelta del presidente Obama. Vi chiedete se sia stato o meno un caso che l’ultimo State dinner, l’ultima cena ufficiale alla Casa Bianca sia stata per l’Italia? È solo una delle conferme di un’intesa politica che si è trasformata in atti continui di collaborazione reciproca. Le relazioni Italia-Usa non sono mai state così solide, perché sono diventate complementari. Ci siamo aiutati a vicenda, ci scambiamo sostegno, voi siete strategici per noi in settori in cui le vostre capacità sono importanti, e credo lo stesso siamo noi per voi”.

Cosa suggerirà al nuovo ambasciatore repubblicano sull’Italia?
“Sono sicuro che il nuovo ambasciatore rappresenterà l’America con grande capacità. Fra le cose che gli suggerirò è di continuare a lavorare sul tema del miglioramento del sistema giudiziario italiano e della lotta alla corruzione, su cui qui in ambasciata abbiamo avuto molte iniziative. E per convincere compagnie americane ad investire in Italia”.

E qui torniamo al tema delle riforme, immagino?
“Sì. Di cosa ha bisogno l’Italia? Di posti di lavoro. E come si ottengono? Anche con investimenti dall’estero, che sono assolutamente possibili. A patto di migliorare molte cose. Io adesso torno a Washington, ma da cittadino ritornerò nel mio Borgo Finocchietto, voglio lavorare per l’Italia”.

 
Vincenzo Nigro, la Repubblica, 14 gennaio 2017

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