Il magistrato a cinque stellette. Il commento di Marco Taradash

Il magistrato a cinque stellette. Parla Marco Taradash, già parlamentare e sostenitore di Fpc 

«Gran parte delle vicende che hai illustrato io le ho vissute quando ho fatto il servizio militare: arrivi, ti svesti, ti tagliano i capelli, ti danno l’uniforme, ossia un vestito uguale per tutti…”.

Così in un articolo di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera.

No, non è l’Ami du peuple che così parla, e nessun Weiss metterà mai in scena un Davigo-Sade. È il presidente del Sindacato dei magistrati italiani, ANM, colui che è stato scelto dai colleghi per rappresentarne cultura, sensibilità e, caso mai ce ne fosse bisogno, interessi. Gherardo Colombo, che condivise con lui la felice stagione di Mani Pulite, lamenta la condizione delle carceri italiane. Davigo replica con la necessaria inflessibilità di chi sa che la Rivoluzione non fa prigionieri. Fortunati dunque i carcerati, che ricevono gratis vitto, alloggio e indumenti. Coi pesci grossi, dal colletto bianco, che finora hanno avuto gli strumenti per sfilarsi dalla rete, la Rivoluzione immanente non sarà così generosa.

Un magistrato a cinque stellette, già salito sul palco di un comico a cinque stelle che aspira a farsi comandante dell’Italia, non ha fretta.

Marco Taradash, sostenitore di Fino a prova contraria

 

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