L’inchiesta a Trani sui vaccini è finita come doveva finire

Con un’archiviazione da parte della procura, che non ha trovato elementi per provare il presunto legame con l’autismo, una cosa nota da anni e da prima che iniziassero le indagini

Questa settimana la procura di Trani ha infine archiviato la sua inchiesta sul presunto legame tra vaccinazione trivalente (anti morbillo, parotite e rosolia) e autismo, nato da una delle più grandi frodi scientifiche dell’ultimo secolo e mai provato da ricerche e studi scientifici. Secondo il giudice per le indagini preliminari, Francesco Messina, durante il lavoro d’inchiesta non sono emersi elementi sui quali si potessero fondare ipotesi di reato. Nel 2016 la procura aveva riconosciuto l’inconsistenza del procedimento, ma non aveva archiviato anche in seguito all’opposizione dei genitori di alcuni bambini, che avevano presentato denuncia per accertare le cause dei sintomi dei loro figli in seguito alla somministrazione del vaccino. L’opposizione aveva reso necessari ulteriori approfondimenti e il lavoro di diversi consulenti, prima di poter procedere con l’archiviazione.

In questi anni l’inchiesta aveva portato a numerose critiche nei confronti della procura di Trani, non solo per il tema e le sue implicazioni per la salute pubblica, ma anche per avere coinvolto Massimo Montinari, medico della polizia e sostenitore di un proprio “protocollo” per trattare l’autismo con l’omeopatia. Nel 2014 Montinari aveva partecipato a Trani al dibattito “Vaccini e autismo, tutto quello che c’è da sapere”, insieme a Michele Ruggiero, il pubblico ministero che in seguito avrebbe avviato l’inchiesta sulle vaccinazioni. Sulla sua pagina Facebook, Montinari aveva invitato “tutti i genitori dei bambini affetti da danno vaccinale ad inviare le proprie testimonianze ai pm”. In una intervista sulla Stampa, Ruggiero aveva detto di avere conosciuto Montinari al dibattito e che comunque era giusto indagare, considerato che “diverse sentenze del giudice del lavoro, competente per i risarcimenti, hanno accertato che esiste un nesso di ‘probabile causalità’”.

La denuncia che aveva portato all’inchiesta comprendeva una consulenza di parte di Montinari. Si era inoltre detto che l’insorgenza dell’autismo nei due bambini oggetto della denuncia era correlata alla vaccinazione trivalente, una diagnosi smentita nei fatti dalle centinaia di ricerche condotte sulla sicurezza dei vaccini negli ultimi anni. Alla base della denuncia c’era un vecchio e fraudolento studio scientifico del 1998, smentito da tutte le più importanti organizzazioni sanitarie del mondo compresa l’OMS e ritirato dalla stessa rivista scientifica The Lancet, che lo aveva pubblicato alla fine degli anni Novanta.

La procura di Trani aveva nominato un collegio di consulenti per valutare il caso, contestualizzarlo sulla base della letteratura scientifica disponibile e fornire un parere medico. Il gruppo di esperti era arrivato a un parere diverso da quello fornito da Montinari e aveva escluso una relazione tra la somministrazione del vaccino trivalente e i sintomi segnalati. Erano stati anche condotti accertamenti epidemiologici in Puglia, che come previsto avevano portato alle conclusioni già note circa i rapporti inconsistenti tra autismo e vaccini. Le iniziative della procura e dei consulenti avevano anche ricevuto le critiche delle autorità sanitarie italiane.

Aveva anche fatto discutere la presenza nel collegio dei consulenti di Giovanni Rezza, direttore di ricerca presso l’Istituto Superiore di Sanità e membro del collegio dei consulenti. Rispondendo alle critiche, Rezza aveva detto che alcune frasi contenute nella relazione dei consulenti erano il frutto di un “compromesso”, perché alcuni membri volevano più cautele in riferimento alla vaccinazione. Il presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi, era intervenuto molto duramente contro alcuni passaggi della relazione: “Non c’è alcun test del sangue da fare prima delle vaccinazioni per indicare il rischio di eventuali effetti collaterali, né si può prescindere dall’applicazione rigorosa delle linee guida elaborate dall’Organizzazione mondiale della sanità e sarebbe inaccettabile, sia dal punto di vista etico che scientifico, sottoporre bambini piccolissimi a test invasivi, inutili e costosi”.

Sentenze come quelle degli ultimi anni e le campagne online di chi è contro i vaccini, e che si basa spesso su informazioni sbagliate derivate dallo studio del 1998 poi ritirato, hanno portato a una diffidenza nei confronti delle vaccinazioni in parte dell’opinione pubblica. Gli effetti sono riscontrabili nei dati sul livello delle vaccinazioni, come ha segnalato in più occasioni l’Istituto Superiore di Sanità e come ha ricordato al governo italiano la stessa OMS. Il governo italiano è intervenuto di recente nella vicenda, rendendo di fatto obbligatorie le vaccinazioni per i bambini e i ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo.

 

Il Post, 11 novembre 2017 

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