Il futuro delle farmaceutiche. #inNomedelPil

Prospettive ed esigenze del settore farmaceutico sono state messe sul tavolo durante “Quale futuro per le farmaceutiche? La sfida dell’innovazione per la salute”, l’appuntamento della campagna #inNomedelPil di Fino a prova contraria svoltosi all’Ara Pacis. Il convegno ha dato voce ai protagonisti di un comparto d’eccellenza che vale un punto di Pil e produce lavoro, innovazione e salute (qui il video dell’evento).

«L’Italia è il primo produttore farmaceutico in Europa e l’anno scorso ha superato la Germania in termini di export del settore» ha ricordato in apertura Annalisa Chirico, presidente di Fino a prova contraria. «Manca però una governance farmaceutica aggiornata che rifletta una visione del settore come leva per l’innovazione e per lo sviluppo delle terapie, e non soltanto come fattore di spesa» (qui il video dell’intervento).

«Il farmaceutico è un comparto produttivo di successo, verso cui dovrebbe esserci curiosità e la volontà di identificare e replicare le migliori pratiche. Ma questo non accade» ha sottolineato Nicola Rossi, professore di Economia politica all’Università di Tor Vergata di Roma. «La farmaceutica si trova invece al centro di molti fronti polemici, sintomo di un atteggiamento culturale che si è radicato nel Paese e che si manifesta in alcune espressioni evidenti. L’Italia sta diventando un Paese a cui non interessa più rischiare, innovare, provarci. Con la nuova legge fallimentare, per esempio, stiamo consegnando le chiavi dell’impresa ai commercialisti e ai magistrati» (qui il video dell’intervento).

«Il sistema di payback farmaceutico è sicuramente da migliorare, ora come ora è impossibile spiegarlo agli investitori stranieri. Servono regole semplici» ha ammesso Massimo Garavaglia, viceministro dell’Economia. «Il calo del fondo sanitario è enorme. Con il budget a disposizione vanno fatte delle scelte. Per cominciare sarebbe bene mettere ordine nel sistema che abbiamo: ci sono strutture come ISS, AIFA e Agenas che hanno competenze sovrapposte, vanno organizzate» (qui il video dell’intervento).

Alla tavola rotonda hanno preso parte anche Paola Severino, vicepresidente della LUISS Guido Carli e Fabio Pammolli, professore di Economics & Management del Politecnico di Milano, oltre ai vertici delle principali aziende del farmaco: Maurizio de Cicco (Roche), Pasquale Frega (Novartis), Carlo Riccini (Farmindustria), Fabrizio Greco (AbbVie/IAPG) e Maurizio Di Martino (Abiogen Pharma). Tutti hanno ribadito con forza la necessità di avere meno burocrazia, regole certe e una giustizia più efficiente per agevolare la crescita e l’innovazione. Un asset da sostenere e non da giustiziare.

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