«Nei filmati lei mi tradiva con il pm che chiese il mio arresto»

Il marito accusa il magistrato che lo indaga per maltrattamenti: «L’ho riconosciuto in un video». Aperto un fascicolo per corruzione per l’esercizio delle funzioni.

Racconta il dottore, un medico chirurgo fiorentino, padre di due figli minorenni, rinviato a giudizio per presunti maltrattamenti alla moglie, che quando il detective privato gli ha mostrato i filmati, ha avuto un colpo al cuore ed è rimasto senza parole. «In quelle sequenze non solo c’erano le prove del tradimento di mia moglie – spiega – ma che il suo amante era il magistrato che mi aveva inquisito. Un pm che per due volte aveva chiesto il mio proscioglimento (evidentemente prima di avere la relazione con mia moglie) ritenendo che non vi fossero elementi utili per un processo.

E poi, improvvisamente, aveva chiesto per me gli arresti domiciliari. Che, per fortuna, il giudice alla fine non ha concesso». È una strana vicenda quella che si sta consumando tra Firenze e Genova e che vede protagonisti due medici, marito e moglie in via di separazione, e un sostituto procuratore della Repubblica, Vincenzo Ferrigno.

Da una parte c’ è un procedimento penale per maltrattamenti, dopo la denuncia della moglie del medico, che mercoledì ha determinato il rinvio a giudizio del coniuge. Dall’ altra un fascicolo aperto dalla Procura di Genova (competente a giudicare i magistrati toscani) nel quale si ipotizza contro il pm Ferrigno il reato di corruzione per l’esercizio delle funzioni dopo che il medico ha presentato un esposto. Della vicenda si stanno occupando anche gli ispettori del ministero della Giustizia.

Il magistrato non parla, lo fa invece il medico. «Ho avuto una paura terribile, mi sono sentito in gabbia, prigioniero di questa tremenda verità – ricorda – che non potevo neppure rivelare perché temevo mi potessero far chissà cosa contro». Poi la decisione di presentare l’ esposto contro il pm.

«Con la sicurezza che lui fosse l’amante di mia moglie – continua – perché video e foto non lasciano dubbi. Si vede mia moglie entrare a casa del pm più volte a mezzanotte e uscirne a 6o alle 7 del mattino. Per raggiungere quella casa, mia moglie adottava diversi stratagemmi. Lasciava la macchina in un parcheggio sotterraneo, prendeva un taxi, percorreva una stradina di campagna a piedi per non farsi seguire».

Questa è la sua versione. Di certo si sa che il medico è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti dopo l’ennesimo litigio con la moglie, e un presunto tradimento questa volta da parte dell’uomo. Si parla di minacce di morte ma anche di schiaffi, pugni e calci. All’udienza non era presente il pm Ferrigno, ma un suo sostituto.

«In vent’anni di professione non mi era mai capitata una vicenda del genere – spiega l’avvocato del medico, Massimiliano Manzo -. Sono rimasto sconcertato quando ho visto filmati e foto e mi sono reso conto di come alcune volte le partite, anche in sede giudiziaria, non si giocano davanti a un arbitro imparziale».

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