EMILIANO TOGA POLITICIZZATA. IL CSM RINVIA IL DISCIPLINARE

A Palazzo dei Marescialli non hanno niente da dire?

Il silenzio attorno all’impegno militante del presidente Emiliano fa sorgere un dubbio: ci siamo definitivamente rassegnati al malcostume dei magistrati politicizzati? Emiliano, e come lui decine di altri, non si è mai dimesso dalla magistratura, si è candidato ed è stato eletto sindaco nella stessa città dove aveva esercitato per anni il ruolo di sostituto procuratore, e adesso, da toga in aspettativa, si candida alla guida di un partito.

Che sia il PD o un nuovo raggruppamento di sinistra, il risultato non cambia: ai magistrati è vietata l’iscrizione ai partiti e, sebbene il Consiglio d’Europa abbia evidenziato come l’occupazione di ruoli istituzionali sia questione non meno delicata del possesso di una tessera, desta stupore il silenzio attorno a un profilo di manifesta incompatibilità.

Il CSM, che dovrebbe vigilare sul rispetto delle regole da parte degli stessi magistrati per garantire l’imparzialità e l’indipendenza dell’intera categoria, con circa 13 anni di ritardo ha avviato nei confronti di Emiliano un procedimento disciplinare che doveva aprirsi il 6 febbraio ma che alla fine è stato rinviato di qualche mese. Giusto il tempo per una corsa congressuale senza intoppi. 

Annalisa Chirico, presidente Fino a prova contraria

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