Segreti istruttori diventano notizie ad interrogatorio in corso. Chi indaga giornalisti e PM?

La divulgazione, a interrogatorio in corso, di fatto coperti dal segreto istruttorio pone delle domande serie sulla efficienza del nostro sistema di giustizia. Il commento di Annalisa Chirico, giornalista e presidente di Fino a prova contraria. 

Qualcuno dovrebbe spiegare per quale oscuro potere di chiaroveggenza due testate giornalistiche, L’Espresso e il Fatto quotidiano, abbiano pubblicato ieri, nelle stesse ore dell’interrogatorio, notizie relative alle nuove contestazioni che i pm capitolini Paolo Ielo e Francesco Dall’Olio muovevano al sindaco della città, Virginia Raggi, in un luogo top secret.

Una esclusiva succulenta, ma a quale prezzo?

Com’è possibile che i giornalisti entrino in possesso di segreti d’ufficio in modo da aggiudicarsi uno scoop su un interrogatorio ancora in corso?

Se la chiaroveggenza non c’entra, in un Paese in cui vige l’obbligatorietà dell’azione penale – conclude la Chirico – gli autori delle fuoriuscite dovrebbero essere immediatamente indagati per rivelazione del segreto istruttorio. Virginia Raggi, come ogni cittadino, ha diritto all’assoluto rispetto delle proprie garanzie. 

Annalisa Chirico, presidente Fino a prova contraria, 3 febbraio 2017 

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